Esprimiamo solidarietà a tutte le persone che sono state colpite dalle alluvioni dei giorni scorsi a Bologna e in Emilia-Romagna, un fenomeno che ormai da anni continua ad abbattersi su ampie zone della regione. 

A poche ore dalla conclusione dell’evento Politiche per la Giustizia Ambientale, che abbiamo organizzato venerdì 18 ottobre nell’ambito del WeWorld Festival Bologna, oltre 17 centimetri di pioggia sono caduti a Bologna e nei comuni limitrofi tra sabato 19 e domenica 20 ottobre: dieci centimetri in più rispetto alla media storica che si registra per il mese di ottobre nel territorio. Diversi eventi di sabato e domenica al WeWorld Festival, in cui raccontiamo da anni il cambiamento climatico in corso e i suoi effetti, sono stati annullati a causa della crisi climatica. 

Il clima è cambiato, e non sono sufficienti le azioni che stiamo mettendo in campo né per contenere il riscaldamento, da un lato, né per adattarsi, dall’altro, agli effetti sempre più numerosi e intensi nei nostri territori.  

L'urgenza di agire: il confronto fra esperti, esperte, istituzioni, movimenti e giovani

Proprio di questi temi abbiamo discusso all’evento del 18 ottobre, insieme a esperte/i, attiviste/i, rappresentanti istituzionali e giovani, con un’attenzione ai processi democratici necessari per affrontare le sfide legate alla giustizia ambientale e al raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030. 

L'urgenza di azioni di adattamento e mitigazione ai crescenti casi di siccità e piogge violente è stata confermata da Marta Ellena, ricercatrice del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici e da Luigi Di Marco della segreteria generale dell’ASviS. Proprio nel rapporto di ASviS presentato i giorni scorsi, emerge la necessità di un Piano di Accelerazione verso gli obiettivi di sostenibilità: in termini di emissioni dal 2018 non si sono registrati progressi significativi, mentre il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) - approvato oltre un anno fa - manca di requisiti per la sua piena applicazione; inoltre, manca anche l’implementazione di un sistema che punti ad avere politiche coerenti agli obiettivi della sostenibilità, previsti dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), aggiornata nel 2023.

Come WeWorld riteniamo che la Strategia nazionale (SNSvS) tracci una direzione importante per rispondere alle sfide ambientali e climatiche, in termini di coerenza politica e di promozione di cultura e competenze verso la sostenibilità, ma anche con riguardo alla partecipazione: direttrici cardine della strategia, come ha ribadito Anna Bombonato, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica all’incontro di venerdì.  

Tuttavia, è necessario accelerare con scelte più coraggiose la transizione. Non bisogna indugiare sulla via tracciata anche dall’Unione Europea con i regolamenti per la messa a bando dei prodotti frutto di deforestazione e quello per il ripristino degli habitat naturali, che prevede lo stop immediato al consumo di suolo netto nelle aree più urbanizzate.  

Il tema della cementificazione è significativo per l’Emilia-Romagna, dove la Legge urbanistica regionale 24/2017 di fatto non è in grado di arginare il consumo di suolo in una regione che è la quarta in Italia: nel 2022 con oltre 635 ettari di suolo perso l’anno (dati Ispra, 2023), di cui 117,71 nella sola area metropolitana di Bologna con un incremento del 59% rispetto all’anno precedente.  

Le esondazioni del Reno, del Ravone, del Savena a Bologna come quelle delle decine di altri corsi d’acqua registrate nell’ultimo anno e mezzo in regione esprimono la necessità di restituire spazi naturali ai fiumi, ripensare alla distribuzione urbanistica, ridurre l’impermealizzazione del suolo, piantare alberi, fare manutenzione del territorio. Dobbiamo partire dalla consapevolezza dei cicli idrogeologici e alle conseguenze che il riscaldamento determina: mari caldi e maggiore evaporazione, più piogge ed energia che si scarica in forme più violente e quando non piove, una più elevata siccità e ondate di calore.  

Durante l’iniziativa dello scorso venerdì, il consumo di suolo e il dissesto idrogeologico sono stati oggetto di uno dei laboratori pomeridiani, introdotti da Pasquale Pagano di Extinction Rebellion Bologna.  

Si è poi condivisa la necessità di investire in meccanismi di adattamento ad un clima che è già cambiato. È questo il senso del Fondo Riparazione preventivo e permanente di 20 miliardi di euro per ripagare i danni da calamità ed eventi climatici estremi – la proposta lanciata da Ultima Generazione, spiegata all’evento da Gaia Mongardini. Finanziare i diversi strumenti per l’adattamento sarà anche il tema al centro della prossima COP29 a Baku in Azerbaijan.  

WeWorld ritiene fondamentale assicurare che le persone più fragili e per questo più colpite dai danni del cambiamento climatico e spesso tuttavia anche le meno responsabili, non ne debbano pagare le conseguenze più gravi. I Piani di adattamento partecipati, che da anni promuoviamo in molti paesi nel mondo, devono essere sviluppati in tutti i territori, attraverso un lavoro congiunto tra amministrazioni e società civile in grado di coinvolgere l’intera cittadinanza per valorizzare e migliorare la sua conoscenza dei luoghi in cui vive, e permettere di sviluppare una rispettosa relazione con la natura.  

Adattarsi tuttavia non basta: dobbiamo avere la capacità, con strategie di medio e lungo periodo, di cambiare i modelli di produzione e gli stili di vita e consumo per contenere il riscaldamento climatico entro 1,5° C, come per altro l’Italia ha ribadito il mese scorso alle 79esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Al passo attuale arriveremo ad un incremento della temperatura sopra i 3 gradi. Questo passaggio implica la decarbonizzazione, processo che non può essere il risultato solo di consapevoli scelte individuali dei cittadini, che pur promuoviamo e che devono essere sostenute, in particolare nei casi di maggiori fragilità, con adeguate misure economiche. Le istituzioni devono richiedere alle imprese di intraprendere il salto verso l’uso di energie e tecniche pulite, a partire da quelle aziende che producono maggiori emissioni, accompagnando ed incentivando le piccole realtà che dispongono di risorse ridotte. Ci sono buone notizie per andare in questa direzione: sono disponibili tecnologie e risorse economiche, considerato che a livello globale carbone, gas e petrolio sono stati sussidiati con 7mila miliardi di dollari solo nel 2022.  Spostare questi fondi verso le energie rinnovabili consentirebbe il loro decollo ed una rapida sostituzione.  

Anche a livello comunale molto può essere fatto. Ad esempio, Simone Ogno, di Recommon durante l’evento ha ricordato che le amministrazioni, azioniste delle partecipate pubbliche come Hera, Acea ed altre per la gestione dell’energia e delle risorse naturali,
possono influenzare significativamente tali aziende verso una transizione ecologica, inducendo uno spostamento più vigoroso
verso le fonti rinnovabili.

WeWorld ritiene che la recente direttiva europea sulla Corporate Sustainability Due Diligence, che impone alle grandi imprese e alla loro filiera di rispettare i diritti umani e ambientali, anche attraverso i piani di riduzione delle emissioni, sia uno strumento importante verso un sistema economico più sostenibile.  La direttiva si sposa con il diritto di preservare l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, nell'interesse delle presenti e future generazioni, limitando in questo senso l’esercizio dell’iniziativa economica privata, come previsto dalla Costituzione agli articoli 9 e 41. Per questo siamo impegnati perché la legge europea venga recepita e applicata efficacemente nel nostro paese, anche a livello locale.  

Siamo convinti che grandi scelte debbano essere il frutto di una partecipazione ampia, plurale e rilevante, che lavorare insieme a diversi attori su ambiti diversi sia necessario per affrontare rapidamente ed efficacemente la crisi climatica.
Giovanni Montagnani, di Ci sarà un bel Clima ha denunciato come l’impulso dal basso a trattare queste tematiche, senza un sostegno dall’alto, difficilmente riesce a risultare incisivo.

Rappresentanze e voci delle amministrazioni locali e regionali presenti all’incontro come l’assessora Anna Lisa Boni del Comune di Bologna e Silvia Tiberti, l’assessora del Comune di Narni, e Mirella Orlandi, responsabile del Servizio Politiche Europee e Relazioni Internazionali, hanno espresso l’impegno a promuovere dialogo e collaborazione.  

Fondamentali sono state poi le voci dei e delle tante giovani e rappresentanze giovanile intervenute, come quelle del Forum Giovani per la Sostenibilità della Regione Umbria, del gruppo ClimAlterati dal Trentino, dei e delle partecipanti di Be A Change Maker, che dimostrano con le loro azioni che fare qualcosa è possibile.  

Le voci di WeWorld

"Le giovani generazioni sono consapevoli della crisi climatica e vogliono essere parte attiva del cambiamento," ha dichiarato Marco Chiesara, Presidente di WeWorld nell’introduzione dell’evento: "Le politiche attuali, però, spesso non facilitano un coinvolgimento significativo. È fondamentale aprire spazi di dialogo e riconoscere il valore delle diverse forme di partecipazione, anche quelle scomode."

Da anni come WeWorld ci poniamo come soggetto promotore del dialogo tra voci, istanze e proposte diverse, che hanno bisogno di trovare, spazi, luoghi e ricomposizione per portare ad azioni che abbiano un risultato concreto e che partano dalle esigenze reali dei territori, fino ad arrivare a fornire indicazioni nella definizione di un quadro di politiche e di norme a tutti i livelli, da quello locale fino all’ambito internazionale. Proponiamo che il Patto per il Futuro, siglato dalle Nazioni Unite lo scorso settembre, sia calato nei nostri territori. Riteniamo che questa sia l’unica formula per affrontare una situazione complessa e multi-sfaccettata in cui far prevalere gli obiettivi di giustizia a partire dal riconoscimento che la crisi ambientale non impatta tutti allo stesso livello."  Dichiara Margherita Romanelli, WeWorld.

Per questo riteniamo sia necessario muoversi su nuovi patti, partendo dall’ascolto e rispetto anche di posizioni divergenti senza alcuna discriminazione e criminalizzazione: siamo per questo contrari al decreto sicurezza in discussione.

Ancora, Margherita Romanelli ha affermato: "Siamo fortemente contrari ad ogni forma di repressione, anche contenuta nel recente DDL, che svilisce questo dialogo e la generazione di proposte che emerge dalla dimensione divergente e anche conflittuale. Condividiamo la necessità di identificare percorsi di partecipazione inclusivi, deliberativi e rilevanti, perché rilevanti devono essere le questioni che vengono discusse. La prima causa a disincentivare la motivazione a partecipare, da parte dei giovani,
è la percezione che il loro contributo non cambi le cose, come emerge dal sondaggio che abbiamo svolto insieme a SWG nel 2023.
Per questo bisogna ricreare un patto di fiducia con le amministrazioni per battaglie comuni verso il bene comune, capace di imporre scelte responsabili ai cittadini ma soprattutto alle imprese, chiamati entrambi ad abbracciare un modello di consumo e produzione sostenibile." 

Il nostro impegno, anche per il futuro

L’evento del 18 ottobre al WeWorld Festival, realizzato grazie ai progetti “People & Planet. A Common Destiny”, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma DEAR, e "ChangeMakers for Climate Justice", finanziato dall'Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo, ci ha permesso di mettere più voci al centro del dibattito, e di realizzare non solo panel di discussione ma anche spazi laboratoriali e momenti di networking e confronto informale. 

Tutte le nostre azioni per la giustizia climatica, ambientalee sociale vedono un impegno costante e attivo nel promuovere il coinvolgimento giovanile attraverso progetti e iniziative dedicati. La pubblicazione "Clima di cambiamento: nuove generazioni, partecipazione civica e giustizia climatica" approfondisce il ruolo cruciale delle nuove generazioni nei processi decisionali e propone modalità per territorializzare le politiche ambientali a livello locale. 

A livello internazionale, il nostro documento Acting Locally Impacting Globally, elaborato insieme ai partner europei nell’ambito del progetto People&Planet, propone iniziative locali positive e replicabili da cui poter attingere ispirazione per l’azione. 

Continueremo ad adoperarci per sensibilizzare sull’urgenza di agire per la giustizia climatica, ambientale e sociale, a rafforzare l’attivismo giovanile, a promuovere iniziative di confronto e advocacy con le istituzioni: fra le iniziative principali si ricordano programmi formativi rivolti a giovani come Be A Change Maker, le iniziative di capacity-building #AllSDGsAreLocal per amministrazioni locali e le Chiacchierate Attiviste, che promuovono la partecipazione e il dialogo tra istituzioni e cittadinanza anche quando sono su posizioni differenti. 

D'altronde, come ha ricordato venerdì scorso l’avvocata Veronica Dini, esperta di climate litigation, “Il legame fra conflitti e partecipazione è strettissimo, soprattutto in ambito ambientale, la partecipazione ha senso esclusivamente se c’è il dissenso.” È negli spazi plurali di partecipazione dove si possono più facilmente comporre le posizioni divergenti.  In questo processo di costruzione verso una società sostenibile, crediamo e lavoriamo perché i e le giovani di oggi trait-d’union necessario tra le generazioni attuali e quelle del futuro, debbano essere messi al centro.


Scopri di più:

Acting Locally, Impacting Globally (IMVF, WeWorld et al, 2024)

Toolkit Climate Action takes the street (IMVF, WeWorld et al, 2024)

Be A Change Maker II edizione (WeWorld, 2023)

Be A Change Maker III edizione (WeWorld, 2024)

Clima di Cambiamento (WeWorld, 2023)

Manifesto della partecipazione per il clima (WeWorld, 2023)

Indagine sulla percezione dei giovani europei (WeWorld, 2023)

La territorializzazione dell’Agenda 2030 in Emilia-Romagna e Lombardia (ASviS, WeWorld, 2022).